T.R.E. – “Lyrics”

T.R.E. – “Lyrics” (2CDBOX) 2011 – Abeat records

 

  1. Out of this world – (H.Arlen)  Out of this world
  2. Skylark – (H.Carmichael)
  3. Bewitched – (Rodgers – Hart)  Bewitched
  4. The nearness of you – (H. Carmichael)
  5. You’re my thrill – (Claire – Gorney)
  6. Dearly beloved – (Kern – Mercer)
  7. How deep is the ocean – (I. Berlin)
  8. Night and day – (C.Porter)
  9. Sad little story (live version) – (Kabalevsky)
  10. Touch her soft lips and part (live version) – (W.Walton)
  11. As it goes – (A.Giachero)  As it goes
  12. Yuri – (S.Risso)
  13. From inside – (A.Giachero)
  14. Step 105 – (M.Zanoli)
  15. Funerorleans – (S.Risso)
  16. Truk – (S.Risso)
  17. Il segreto di Talos – (M.Zanoli)
  18. Tonzig – (Giachero – Risso – Zanoli)
  19. T.R.E. Abstracs (video track) – (Giagheddu – Risso)

 

Giunto al quarto disco il trio T.R.E. raddoppia, pubblicando, appunto, un doppio cd. Nel primo capitolo il compito scelto è arduo per certi aspetti: confrontarsi con gli standards del jazz con la formazione più classica: piano, basso e batteria. Il rischio di ripercorrere strade già ampiamente battute o di ripetere clichè consunti era rilevante. Pur dovendo denunciare la vicinanza di intenzioni, se non di sviluppo, l’apparentamento con celebrati maestri di questo genere, Giachero e soci portano a termine la sfida con la massima dignità riuscendo anche a dire qualcosa di significativo e personale in un ambito così affollato di interpreti, di epigoni dei grandi del passato, o di epigoni degli stessi epigoni.

Prima di tutto occorre rimarcare la cura con cui sono stati selezionati gli standard, evitando di includere titoli usurati dalla pletora di esecuzioni, anche se non manca qualche super-classico. Inoltre i tre musicisti hanno cercato di mettere in luce i risvolti, le sfumature, gli angoli meno valorizzati di questi motivi, oppure hanno usato i temi per dar corpo ad improvvisazioni tanto liberequanto sorvegliate. Siamo lontani, però, dal clima creato da Anthony Braxton, ad esempio, con cui Giachero ha registrato un box di sei cd, provenienti da diversi concerti svoltosi a Bruxelles nel 2006. La concezione avanzata del sassofonista afroamericano è in grado di conferire una patina di avanguardia a queste composizioni anche oltre gli intendimenti dello stesso leader, che sugli standards, per contro, ha voluto spesso ritornare “In the tradition”, come dal titolo di un famoso cd degli anni settanta inciso, fra gli altri con Tete Montoliu e Niels Henning Orsted Pedersen.
Si fanno apprezzare, in particolare, la versione di “The nearness of you” con un’atmosfera dapprincipio jarrettiana. Il piano presenta il tema mentre basso e batteria procedono svincolati, preferendo un sottofondo accidentato e solistico ad un puro accompagnamento. Quando Giachero esce in assolo si sfiora l’atonalità e l’atmosfera ricorda quella creata dal trio “ARC” di Chick Corea.
E’ curiosa la versione di “Night And Day”. Il tempo è parecchio accelerato, rispetto all’originale. Il motivo è esposto con blocchi di accordi sul pianoforte, a cui risponde uno scatenato Marco Zanoli che utilizza molto appropriatamente i piatti per costruire un percorso antitetico, apparentemente, con la tastiera. Il successivo solo di Giachero ha accenti vagamente “alla Cecil Taylor”ed è bene inserito nel contesto del brano. Non va trascurata, su un altro versante, “Touch her soft lips and part”. E’ una ballad ed è resa come tale. Non sembra esserci la volontà di stravolgere o di aggiungere qualche elemento di discontinuità. I tre sodali si lasciano trasportare dalla canzone e ne mettono in evidenza la bellezza della melodia.

Il secondo cd è, invece, costituito da tutti “originals”, scritti alternativamente dai componenti del trio. Ci troviamo in un ambito abbastanza ” tranquillo”, di jazz melodico italiano. Prevalgono le linee pensose, riflessive, a volte malinconiche, ma l’evoluzione dei pezzi riserva sempre qualche elemento di ricerca e di poca prevedibilità. Il disco contiene musica di qualità, indubbiamente con caratteri autoctoni, se così si può dire, ma con l’aspirazione a diventare internazionale, capace di essere fruita da un pubblico anche eterogeneo come provenienza geografica. Lo stile e la raffinatezza, infatti, non hanno confini.

E’ particolarmente riuscita “From Inside” che comincia con un assolo discorsivo, principalmente sulle note basse, di Stefano Risso. Entra Zanoli e il brano prende ritmo. Giachero si mantiene in sottofondo. Suggerisce il tema, ma lo porta in primo piano gradualmente, facendo crescere l’intensità del suono. A questo punto i tre si pongono al servizio del motivo, lo “cantano” con i rispettivi strumenti, realizzando una lunga parte centrale incalzante e allo stesso modo “sentimentale”.

Si segnala ancora, “Funerorleans” per l’ andamento solenne, toccante. Il pianoforte esegue ossessivamente poche frasi, che poi rielabora giocando a rallentare il ritmo soppesando ogni nota. Alle sue spalle la batteria improvvisa un contributo ricco e contrastante “alla Paul Motian”. Sono pennellate di colore ben sistemate.
Da non trascurare, infine, il ritmato “Truk” per l’andamento ciclico, con una frase melodica che si presenta, scompare e ricompare. Il solo di Giachero irrompe; è efficace, veloce e percussivo, come in nessun’altra traccia, dove il pianista preferisce,al contrario, solitamente, usare il fioretto invece della spada.

Il Cd è corredato da una traccia video “Abstract” a cura di Paolo Giagheddu. Sono immmagini libere, che si rincorrono e assumono aspetti inconsueti, seguendo o anticipando la musica.

Il trio “T.R.E” con questo disco si conferma un gruppo affiatato, che può affrontare qualsiasi tipo di repertorio, perchè sta cercando di conseguire un timbro, un carattere personale, per distinguersi in un panorama italiano ed europeo in cui le copie, i cloni non si contano neppure, tanto sono numerosi.

Gianni Montano per Jazzitalia


 

 

Last modified on marzo 30, 2012